giovedì 30 gennaio 2020

Juve, che stai facendo? [Editoriale]




Per la prima volta da quando tifo questa squadra, sto seguendo assiduamente il percorso generale della Juventus da questa stagione fin dal mese di agosto. Negli scorsi anni mi sono sempre limitato a seguire il percorso della Juve solo in Champions, e rigorosamente dopo gli ottavi di finale, arrivando quasi a considerare inutile la vittoria dell'ennesimo campionato dopo i fallimenti in Champions League (forse l'unico vero obiettivo per molti tifosi e anche per molti giocatori, considerato l'atteggiamento visto a Napoli). Si, forse per molti non sono un vero tifoso, ma c'ero quando la Juve veniva buttata in serie B, quando si arrivava settimi in campionato e quando a Berlino e a Cardiff si sfiorava il sogno del triplete.

Quest'anno qualcosa è cambiato per me e non mi riferisco al cambio Allegri-Sarri per quanto io appartenga alla schiera degli #allegriout più convinti. A rendere improvvisamente importante la vittoria di un ennesimo campionato (il nono consecutivo se non lasceremo punti per strada) è l'approdo di Antonio Conte alla corte dell'Inter. L'uomo che ha avviato il ciclo vincente della Juventus non può e non deve interromperlo! O almeno, non deve farlo mentre siede sulla panchina dell'Inter, la "nemica" principale post Calciopoli.

Per quanto mi riguarda, quest'anno il percorso in Champions League passa addirittura in secondo piano e se dovessimo miracolosamente alzare la coppa dalle grandi orecchie (e ci credo poco, molto meno rispetto agli anni di Allegri) lasciando all'Inter la possibilità di avere un tricolore sulla maglietta della stagione 2020-2021, beh non sarei pienamente soddisfatto. O triplete o niente, dove il niente però passa per la conquista dello scudetto che negli ultimi anni abbiamo dato troppo per scontato.


Paradossalmente la Juve quest'anno non sembra avere nemmeno le idee chiare su quali siano gli obiettivi per una serie di circostanze non del tutto chiare. La supercoppa italiana, ad esempio, è un'occasione mancata forse più per i meriti della Lazio che per demeriti della Juventus, ma nella mente di un tifosotto medio, da bar, come il sottoscritto, rimane una domanda: perché si è scelti di andare a giocare una trasferta all'estero dopo aver giocato un turno infrasettimanale in più rispetto alla Lazio? Perché la sensazione è che la Juve abbia rinunciato a correre per tutta la partita, e non per una mancanza di motivazioni, ma di fiato.

Ok, la supercoppa italiana per una squadra che ormai in Italia è la più titolata è un trofeo di poco conto, quasi inutile. E in realtà sono stato il primo a considerare quella trasferta un inutile peso in più nel corso di una stagione dove la rincorsa all'Inter era più interessante della qualificazione da primi nel girone in Champions.

Poi però quel trofeo l'abbiamo perso e immediatamente ho iniziato a rosicare anche perché oltre alla prima finale mancata da parte di Sarri, si è andato a dare fiducia ad una delle possibili contendenti allo scudetto (sebbene preferirei che fosse la Lazio a vincerlo piuttosto dell'Inter nel caso) e noi tifosi siamo rimasti con il malumore in casa per tutta la pausa invernale.

Poi a gennaio succede il miracolo: la squadra comincia a giocare bene, segnando anche 3-4 goal a partita, subendone sempre qualcuno di troppo, ma manca Chiellini ed è venuto meno anche Demiral. Ricordiamoci cosa è successo l'anno scorso quando Chiellini si fece male nel momento clou della stagione. Bene, quest'anno fatta eccezione per la finale di supercoppa, nulla è ancora stato compromesso a causa dei troppi goal subiti.

In compenso i goal effettuati a gennaio sono stati tanti e belli, con Ronaldo, Dybala e Higuain in grado di alternarsi senza andare a compromettere l'efficacia offensiva. Paradossalmente quando giocano tutti e tre rendono meno di quando giocano due alla volta, ma forse è meglio così visto che abbiamo solo tre attaccanti, ma sul discorso del mercato ci arriveremo dopo.

Il mese di gennaio poteva essere fantastico e chiudersi con un +6 in campionato sulla seconda, con la qualificazione agli ottavi di Champions League e la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia (che andremo a giocarci contro il Milan andando poi ad affrontare in caso di vittoria l'Inter o il Napoli in finale).

All'ultima giornata di campionato però l'Inter fa un mezzo disastro, la Lazio idem e così i giocatori della Juventus decidono di fare un disastro ben peggiore, di non voler chiudere il discorso scudetto già a gennaio e così scendono in campo svogliati o demotivati (parole di Buffon) contro il Napoli rimediando una sconfitta per 2-1 in una partita anomala dove il Napoli non ha dominato e la Juve non ha spinto.


Il Napoli non è una squadretta, anzi, è ancora la seconda forza della serie A davanti a Inter e Lazio, per cui una sconfitta ci potrebbe anche stare al San Paolo. Peccato che la terza sconfitta stagionale semini il panico in noi tifosi. "Prendiamo troppi goal", "siamo a gennaio e il gioco di Sarri ancora non si vede", "era meglio Allegri", "Sarri l'ha fatto apposta a perdere", "se continuiamo così non vinciamo niente quest'anno". Dimentico qualcosa? Si, l'immancabile hashtag #sarriout.

Ok, ci riprendiamo subito con la prossima. Quanto manca alla prossima? Una settimana (ormai tre giorni), giocheremo contro la Fiorentina. C'è troppo tempo per pensare all'ultima sconfitta e nel frattempo proprio questa settimana è l'ultima valida per il calciomercato invernale.

Paratici dopo l'acquisto di Kulusevski aveva dichiarato chiuso il mercato invernale. Peccato poi che nel frattempo si sia cercato di scambiare De Sciglio con Kurzawa e Bernardeschi con Paqueta, di sbolognare Pjaca in prestito al Cagliari e di vendere Emre Can al Borussia Dortmund.

Mentre scrivo, alle 15:21 del 30 gennaio 2020, NESSUNA delle trattative è andata in porto. Un mercato invernale inesistente in entrata ci può stare perché la Juventus ha una rosa lunga anche se tra giocatori fuori ruolo e giocatori adattati (terzini), infortuni gravi (2 difensori centrali e un centrocampista), infortuni lievi (Douglas Costa, De Sciglio, Danilo che entrano ed escono al J Medical), giocatori fuori dal progetto (Emre Can e Pjaca), giocatori appannati (Bernardeschi, Ramsey), mancanze di riserve (Higuain è l'unico centravanti), forse la rosa non è molto competitiva come vorrebbe far credere Paratici.

Intendiamoci, l'arrivo di Eriksen all'Inter è l'unico vero colpo di mercato che può "spostare gli equilibri" mentre la Lazio sembra i(I)mmobile sul mercato, anche se Giroud potrebbe essere un incredibile colpo last-minute. Però rispetto a queste due squadre, la Juve deve giocarsi anche una Champions League. Assurdo pensare di poter vincere questa coppa con una squadra che prende troppi goal e che quando le cose si mettono male non riesce a reagire come si deve, ma andare avanti il più possibile è un obiettivo imprescindibile per la Juventus per un discorso più economico che sportivo.

Ad un mercato invernale insoddisfacente si aggiungono gli effetti di un pessimo mercato estivo in uscita che ci farà arrivare a giugno con diversi esuberi da vendere prima di poter comprare nuovi giocatori.

E mentre il tifoso Juventino vede una squadra meno solida rispetto a quella dello scorso anno e un direttore sportivo in evidente affanno, ecco che a buttare benzina sul fuoco arriva Sarri con le sue dichiarazioni sul preferire perdere a Napoli contro i suoi ragazzi piuttosto che altrove. Sarri, uno che non ha mai convinto buona parte della tifoseria, la quale in fondo questa estate si è divisa tra chi sosteneva Allegri e chi invocava l'arrivo di Guardiola.

Poi arriva Buffon ad analizzare le cause della sconfitta contro il Napoli indicando la mancanza di motivazioni (perdendo si sarebbero mantenuti comunque 3 punti di vantaggio sull'Inter e 2 potenziali contro la Lazio che deve recuperare una partita).


Insomma, il tifoso Juventino oggi vede una squadra non più imbattibile, decisamente meno motivata rispetto agli scorsi anni, almeno in campionato (ma con dei limiti enormi per poter pensare di concentrarsi solo sulla Champions), affidata ad un allenatore che non è un tifoso della Juve e non si sforza minimamente di fingere di esserlo e ad un direttore sportivo che ad oggi dopo l'acquisto di De Ligt non è riuscito a rinforzare la squadra (Kulusevski arriverà l'anno prossimo).

Oggi siamo primi con un +3 in campionato sulla seconda, con la qualificazione agli ottavi di Champions League e la qualificazione alla semifinale di Coppa Italia in tasca, ma a febbraio ci sarà l'andata degli ottavi contro il Lione al quale seguirà lo scontro diretto in campionato contro l'Inter e l'andata di semifinale di coppa Italia contro il Milan. Tre partite fondamentali nel giro di una settimana mentre Sarri non ha ancora capito quale sia il miglior modo di giocare se, con il trequartista, se tentare nuovamente con il tridente pesante o se sacrificare Dybala per un classico 4-3-3. Che non si lamenti la dirigenza poi se gli hashtag #sarriout e #paraticiout dovessero essere riproposti nel corso della stagione, perché forse è vero che da Sarri ci si aspetta qualcosa che non può arrivare con questi giocatori, ma in caso di fallimento la colpa principale sarà da attribuire ad una dirigenza che non è riuscita a programmare dovutamente il passaggio dal difensivismo estremo di Allegri al "sarrismo" scegliendo i calciatori giusti per Sarri e non andando a caccia di parametri zero che finora non hanno risolto i problemi di questa squadra a centrocampo!

Fino alla fine, sempre forza Juve!

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