Juventus-Torino: il giorno dopo [da juventino, non allegriano]

Photo by @gliautogol


Lo dico subito, anche se non sono allegriano, non mi presterò al giochino degli #Allegriout. Questa squadra ha collezionato delle figuracce anche con Sarri e le ha fatto soprattutto con Pirlo quando aveva in rosa Ronaldo che segnava 30 goal, Morata che segnava comunque molto di più rispetto a quanto sta facendo in questa stagione e soprattutto un Federico Chiesa in stato di grazia. 

Vi ricordate Malesani in un famoso video dove chiedeva "cos'è diventato il calcio, una giungla,...". In quella celebre intervista, disse "sarà mica sempre colpa dell'allenatore?". Pur non essendo allegriano e provando spesso disgusto nel vedere Dybala e Morata fare i terzini per poi vedere De Ligt sulla trequarti, o McKennie a fare l'esterno d'attacco e Alex Sandro titolare perché non sia mai dare fiducia ad un giovane dell'under 23 (che cosa l'abbiamo messa in piedi a fare, mi chiedo), qui bisogna prendere atto che riprendere Allegri è stata una mossa sbagliata, ma non si può cambiare allenatore ogni anno. Il rischio di ripercorrere le orme dell'Inter pre-Conte è enorme. 






La Juve dell'anno scorso era quinta in classifica a 10 minuti dalla fine del campionato con Ronaldo e Chiesa. La Juve di quest'anno è quinta (perché l'Atalanta potenzialmente può tornare a +3 dopo i recuperi) sostituendo Ronaldo con Kean e Chiesa con il nulla. La Juventus ha perso il suo migliore giocatore e non l'ha rimpiazzato, anzi, mandando via Kulusevski non ci sono ricambi a sufficienza per il 4-3-3. 

Allegri non ha dato nulla in più a questa squadra: quinti eravamo e quinti rimaniamo. La differenza però è che ora hai Vlahovic e, con Dybala e Morata tutti e tre in campo, non puoi non tirare in porta. 


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Poi il pareggio di ieri ci sta, perché se ti si fanno male Dybala, Rugani e Pellegrini a partita in corso e hai già fuori Bonucci, Chiellini, Chiesa e Bernardeschi la situazione è critica. Se ieri a marcare Belotti ci fosse stato Chiellini forse la partita sarebbe finita 1:0, Allegri avrebbe vinto di cortomuso e saremmo stati tutti contenti.

Per cui il senso di tutto quello che ho scritto finora è arrivare ad esprimere una sola considerazione: perché con Allegri arriviamo morti a febbraio/marzo nonostante in campo non si giochi e ci si limita a qualche scatto in ripartenza? Martedì andremo ad affrontare l'ennesima partita di Champions League senza Bonucci e Chiellini e forse senza Dybala. Ah, a proposito dei detrattori continui del vice capitano, lo avete visto che se il numero 10 si spegne, la squadra non gira? 


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Si può fare a meno di Dybala? Forse si, ma non con Allegri. In uno schema di non gioco dove tutto è lasciato all'iniziativa dei singoli, senza Dybala non c'è nessuno che sappia cosa fare con la palla tra i piedi

Morata si sacrifica, certo, si impegna. Ma il contributo offensivo è pari a zero. A Vlahovic non arriva una palla e se anche dovesse arrivargli non è Lukaku che usa il fisico per difenderla, far salire la squadra e passarla ad una seconda punta che vada poi a tirare di potenza in porta. In due partite Vlahovic è diventato il nuovo Morata. Siamo sicuri che la colpa fosse dell'attaccante spagnolo?

Non ho soluzioni da offrirvi, perché se le avessi non starei qui a scrivere su un blog tecnologico un post che potenzialmente potrebbe essere anche dannoso agli occhi di Google. Però da tifoso juventino fa male l'illusione che con Vlahovic si potessero risolvere i problemi là davanti. E se contro il Villareal non si farà un risultato positivo con una prestazione convincente ci saranno nuovamente gli #Allegriout dopo una partita di andata degli ottavi di finale. Non avete una sensazione di deja-vu?


 



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